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sabato 28 luglio 2007

Giusto per...

...rinfrescare la memoria a qualche povero interista che ha il coraggio di definire Ibrahimovic meglio di Van Basten. Ma sapete di chi parlate quando pronunciate il nome Marco Van Basten?
Ma non vi sentite ridicoli quando affermate che Ibrahimovic è ai suoi livelli o a livelli superiori? Ma la cosa che più mi sta facendo scervellare in quest'ultimo periodo è che fin quando lo svedese vestiva la maglia bianconera era solo uno "Sporco Zingaro Bastardo" e ora magicamente è diventato l'idolo della curva più ridicola d'Italia.
Comunque giusto per non dimenticare...





Ibrahimovic queste cose può solo vederle su youtube.

martedì 3 luglio 2007

I 17 miliardi annui a Recoba li paghiamo noi




I soldi per comprare i giocatori dell’Inter Massimo Moratti li prende da qui, da questo piccolo paese sulle coste sarde. Ma non sentitevi esclusi: anche voi contribuite a investire sulla squadra. Ogni volta che pagate la bolletta della luce.
Sarroch è in provincia di Cagliari. Vi sorge lo stabilimento di raffinazione della Saras, la società di famiglia dei petrolieri Moratti, fondata nel 1962 da papà Angelo (già presidente dell’Inter). Dal satellite si vede che l’impianto è di gran lunga più vasto dell’agglomerato urbano. È sulla costa, per permettere l’attracco delle petroliere: un quarto del petrolio trasportato via nave nel mondo passa di qua, dal mare della Sardegna. È la più grande raffineria di petrolio del Mediterraneo per capacità produttiva: 15 milioni di tonnellate l’anno di petrolio grezzo trattato, che per la maggior parte viene da Libia e Mare del Nord. Tra i clienti Shell, Repsol, Total, Eni, Q8, Tamoil.

I conti di Saras sono ottimi: 5,5 miliardi di euro di ricavi nel 2005, un bel più 48% rispetto al 2004, e utili per 332 milioni (ancora: più 47% sul 2004).
E nei primi mesi del 2006 le cose marciano anche meglio, con risultati netti che raddoppiano rispetto allo stesso periodo del 2005. Saras dà lavoro a 1.600 persone. Ma il vero gioiello dell’azienda sta nell’angolo sudorientale dell’impianto: è la centrale elettrica Sarlux. La Sarlux è una società posseduta al 100% da Saras.
La centrale produce energia elettrica bruciando gli scarti di lavorazione che la Saras produce raffinando il petrolio. Questo scarto si chiama tar, detto anche “olio combustibile pesante”, una pece semi solida che potrebbe essere utilizzata per fare bitume, e che per essere bruciata viene gassificata e irrorata di ossigeno.
È un combustibile altamente inquinante, molto più del metano di solito utilizzato nelle centrali elettriche. L’impianto brucia 150 tonnellate di tar l’ora. Oltre a CO2, ossidi di azoto ed emissioni varie, a fine anno la combustione lascia in dote 1.400 tonnellate di scarti tra zolfo e concentrati di metalli, come il vanadio e il nichel.
L’energia prodotta dalla centrale Sarlux viene tutta comprata da un ente pubblico, il Gestore del sistema elettrico (Grtn), che la paga il doppio di quanto varrebbe sul mercato. Questo accade perché per la legge italiana l’impianto Sarlux è un impianto “assimilato” alle fonti rinnovabili, e per tanto va incentivato come queste ultime.
Come sia possibile che una centrale che brucia scarti della lavorazione del petrolio sia pagata come fosse un impianto a energia solare lo dobbiamo al famigerato provvedimento Cip6 (comitato interministeriale prezzi) del 1992. All’epoca il governo decise di agevolare la costruzione di impianti rinnovabili garantendo di comperare (all’epoca attraverso Enel) elettricità a un prezzo più alto, il doppio e in alcuni casi il triplo, e destinando alla collettività, attraverso le bollette, l’onere del sostentamento dell’energia pulita. Ma poi allargò questa opportunità anche a un numero limitato di altre centrali che utilizzavano fonti che definì “assimilate”, e che di rinnovabile non avevano nulla: per la precisione gas, carbone, tar, rifiuti.
Da allora gli italiani pagano anche il 10% in più in bolletta pensando di contribuire alla diffusione di energia pulita. Invece l’80% di quei contributi finisce a impianti come quello dei Moratti. Per il 2005 parliamo di un totale di oltre 3,1 miliardi di euro (erano 2,3 miliardi nel 2004). Oggi il meccanismo Cip6 è stato superato da quello dei certificati verdi nato nel 1999, che non prevede fonti “assimilate”, ma le convenzioni stipulate nel passato sono ancora per la maggior parte attive.
Sarlux non è l’unica a trarre vantaggio da questa situazione. L’elenco dei beneficiari non è pubblico, ma sappiamo che metà della torta Cip6 finisce a Edison, che appartiene ai francesi della Edf. Anche altri petrolieri, come i Garrone di Erg o i Brachetti Peretti di Api godono delle incentivazioni con impianti simili, che producono cioè elettricità bruciando scarti della lavorazione del petrolio (vedi box a destra).
Ma l’impianto dei Moratti ha qualche particolarità interessante: la prima, è che è uno dei più grandi, con i suoi 575 megawatt di potenza e 4 miliardi di kilowattora prodotti l’anno. La seconda particolarità è che è tra gli ultimi ad aver avuto accesso agli incentivi, visto che la convenzione è partita l’8 gennaio 2001. Tra l’altro la convenzione di Sarlux dura 20 anni, cinque in più rispetto a quanto stabilito dal provvedimento Cip6. Stando alle analisi della società, il prestito di oltre un miliardo di euro stipulato nel 1996 con Banca Intesa e Banca europea per gli investimenti per costruire l’impianto dovrebbe essere ammortizzato entro il 2011. Poi saranno dieci anni di guadagno netto. Un paradosso ulteriore è che più cresce il prezzo del petrolio, lo stesso che i Moratti vendono pochi metri più in là, maggiore è il contributo che lo Stato riconosce all’impianto Sarlux in quanto fonte “assimilata” alle rinnovabili.
Sarlux è strategica per i Moratti, tanto che anche nella fase di approvvigionamento del petrolio grezzo si tiene conto delle esigenze della centrale. È vero, rispetto al fatturato del gruppo i ricavi equivalgono solo a un decimo, ma gli utili di Saras sono per oltre il 36% riconducibili alla centrale elettrica (122 milioni di euro su 332). Senza gli incentivi produrre elettricità costerebbe moltissimo, molto più di quanto si guadagnerebbe vendendola (solo per l’ossigeno impiegato per la combustione Sarlux spende 50 milioni di euro l’anno). E se non vengono bruciati, gli scarti di lavorazione si tramutano, da fonte di guadagno, in un costo, perché sono rifiuti speciali e vanno smaltiti adeguatamente.

A maggio Massimo e Gian Marco Moratti, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Saras, hanno messo in vendita le azioni della società che detenevano a titolo personale, facendo sbarcare l’azienda in Borsa. Oggi il 40% di Saras è in mano al mercato. I fratelli avranno comunque il controllo dell’azienda attraverso la finanziaria di famiglia Angelo Moratti s.a.p.a., che mantiene il 60% delle azioni.
La vendita di azioni ha fruttato ai fratelli poco meno di un miliardo di euro ciascuno. Immaginiamo che parte di questi soldi verranno investiti su qualche buon giocatore. Le azioni, vendute a 6 euro l’una, per lotti minimi di 600 azioni, sono andate a ruba. Il giorno dopo il debutto a piazza Affari, però, il titolo è crollato del 10%. A fine luglio chi ha investito in Saras perdeva il 20% (un’azione era quotata 4,8 euro). Per gli 80 mila investitori che hanno creduto in Saras non resta che sperare nel campionato. [pagebreak]

Gli altri nomi dei “debitori”
Non solo Moratti. In Italia esistono almeno altre due centrali elettriche che bruciano scarti della lavorazione del petrolio e vengono incentivate come fossero fonti rinnovabili. La prima è a Priolo Gargallo (Siracusa), e appartiene alla IsabEnergy, a sua volta controllata dalla Erg della famiglia genovese dei Garrone. Anche in questo caso la centrale sorge accanto all’impianto di raffinazione. Nel 2005 IsabEnergy ha fatturato 522 milioni di euro (44 in più rispetto al 2004), almeno 300 dei quali derivanti dagli incentivi Cip6.
Per la società significano 94 milioni di euro di utili, che forse serviranno a comprare giocatori alla Sampdoria, di cui Garrone è proprietario. L’altro impianto è a Falconara Marittima (Ancona), e appartiene alla Api della famiglia dei conti Brachetti Peretti che a Falconara hanno una raffineria da 3,9 milioni di tonnellate l’anno di petrolio.
Per loro almeno 150 milioni in sovvenzioni Cip6, su un fatturato del gruppo di 2,7 miliardi di euro e utili (raddoppiati in un anno) di 96 milioni.

In Francia metà della torta
I veri protagonisti dell’affare Cip6 sono i francesi di Edison, ai quali finisce oltre la metà dei contributi italiani per le fonti cosiddette “assimilate” alle rinnovabili. Delle 27 centrali elettriche Edison operanti sul territorio italiano, ben 19 sono incentivate anche se bruciano combustibile fossile. L’unica (magra) consolazione è che si tratta di metano, che tra gli idrocarburi è il meno inquinante. Nel 2005 Edison ha fatturato circa 5 miliardi di euro (più 16% rispetto al 2004): di questi, almeno un miliardo e mezzo sono sovvenzioni.
Dopo essere stata controllata da Montedison prima e da Fiat poi, oggi Edison è in mano ai francesi di Edf, il colosso energetico statale. Formalmente la proprietà è della società “Transalpina di energia” che detiene il 71% delle azioni Edison. A sua volta, Transalpina è per il 50% di Edf, e per la restante metà della Delmi, controllata al 51% dall’Aem di Milano. Il resto delle azioni Edison sono detenute direttamente da Edf (17%) e quotate sul mercato (12%).

La vita elettrica di Sarlux
1992: il Comitato interministeriale deiprezzi vara il provvedimento numero 6 per incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e “assimilate”.
1995: Sarlux nasce da una joint venture tra Saras ed Enron.
1996: Sarlux ottiene dalle banche i finanziamenti (un miliardo di euro) necessari per la costruzione dell’impianto di Sarroch.
1999/2000: la centrale elettrica entra in funzione.
8 gennaio 2001: inizia la convenzione tra Sarlux ed Enel (cui subentrerà nel ‘99 il Grtn) per l’acquisto di energia incentivata Cip6. La convenzione durerà fino al 2021.
18 aprile 2006: Saras vince un procedimento arbitrale con Enron e conferma il controllo del 100% di Sarlux.
18 maggio 2006: Saras (che controlla il 100% di Sarlux) viene quotata in Borsa.

I conti in tasca. Nostra
L’80% della popolazione italiana paga una bolletta simile a quella riprodotta qui in basso. Tecnicamente si parla di “mercato vincolato” per i clienti “domestici”, perché le tariffe sono decise dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Di solito la potenza di erogazione è di 3 kilowatt e la tariffa applicata è la cosiddetta D2, che prevede tre corrispettivi: uno fisso non legato né alla potenza impegnata né al consumo, uno legato alla potenza e l’ultimo, il più importante, legato a quanto consumato.
Dal 1° luglio 2007 anche il mercato domestico sarà completamente libero.

Berlusconi, come dite voi, prende i soldi dalla mafia. Moratti invece non fa altro che prelevarli dalle nostre tasche. Complimenti vivissimi a chi continua a difenderlo. Moratti è della stessa razza di Berlusconi.

giovedì 28 giugno 2007

Caso Chivu, dopo Suazo anche sul rumeno l’Inter viola le regole.


Il mercato in casa Inter non si ferma mai. Proprio nel giorno della presentazione di Suazo, è il caso Chivu a tenere banco ad Appiano Gentile.

Marco Branca, direttore dell'area tecnica nerazzurra, ha fatto il punto sulla trattativa: "Noi abbiamo raggiunto l'intesa col giocatore, ma se non troviamo l'accordo con la Roma non potremo fare nulla. La società giallorossa si è incontrata col Barcelona? Non ne so nulla, l'ho solo letto sui giornali".


Ma insomma: non c’era un regolamento?

La Roma ieri pomeriggio, dopo le dichiarazioni di Branca, ha dichiarato pubblicamente tramite Daniele Pradè che il Barcellona ha l’autorizzazione a trattare col giocatore e col suo procuratore. Perché non ha detto la stessa cosa per l’Inter?
Forse non è stata data la stessa opportunità alla società nerazzurra: del resto non si è mai vista una società di calcio che afferma che un’altra ha l’autorizzazione a trattare (e comunque non a firmare un contratto) un proprio giocatore. Sottolineare l’aver dato questa autorizzazione a parlare col giocatore non sarà mica un voler spaventare l’Inter?

La sensazione che la società nerazzurra e i suoi dirigenti abbiano sostituito Moggi & C. in fatto di arroganza e non solo, è sempre più forte: a Milano ormai si permettono di dire di tutto, sapendo che nessuno li “tocca” (vedi Borrelli con tutte le inchieste fatte partire sotto prescrizione…quando partono).

L’era di Moggi alla Juventus è durata 13 anni…ci attendono ancora 12 anni di Morattilandia…

fonte:calciomalato

PLUSAVALENZE FITTIZIE

Borrelli raddoppia l’inchiesta
Palazzi valuta i bilanci fino al 2004 e s’indag
a fino al 2006. Interrogato SuazoBorrelli non lascia, raddoppia. Sì, l’inchiesta sulle plusva­lenze di Inter e Milan raddoppia. Perché è di ieri la notizia che il ca­po dell’Ufficio Indagini ha disposto l’apertura di uno stralcio del fi­le relativo alle plusvalenze fittizie inserite - come sostiene anche il pm della procura di Milano, Carlo Nocerino - nei bilanci 2004-2005 e 2005-2006 delle due società milanesi. Ha deciso di affidare l’inda­gine allo stesso pool di quattro uomini superspecializzati che ave­vano indagato dall’agosto 2006 e infine scritto la relazione conse­gnata a Palazzi sull’affaire Brunelli e sulle altre plusvalenze.
Allo stesso tempo Borrelli chiede che il procuratore Stefano
Pa­lazzi valuti la relazione fornitagli lo scorso 8 giugno dal suo ufficio sull’allargamento a cinque carneadi “plusvalenti” palleggiati nei bi­lanci 2003-2004 tra i club meneghini. Una mossa che potrebbe por­tare all’archiviazione per prescrizione (parola magica dalle parti di via Durini) per i club, non per i tesserati coinvolti (presidenti, am­ministratori, estensori dei bilanci) per il condizionamento del bilan­cio di Milan e Inter con la sopravvalutazione rilevata dal perito del tribunale di Milano e dallo stesso Ufficio Indagini: i due anni - per questa prima parte del lavoro - si sarebbero chiusi il 30 giugno 2006, due mesi prima dell’avvio dell’opera di scandaglio sui bilanci dopo la denuncia di Brunelli. Nella seconda tranche andranno valutati, invece, gli effetti legali - oltre che contabili - dei movimenti operati da Inter e Milan nei passaggi a colpi di comproprietà di giocatori va­lutati attorno ai 3 milioni di euro l’uno. Se il falso s’è perpetrato con le compravendite nel 2004, i passaggi successivi sono nuovi reati o no? Pensate che mezzo Brunelli (1,5 milioni) nel 2006 valeva anco­ra dieci volte la metà di Andreolli (175 mila euro) per il bilancio in­terista... Altra prospettiva da valutare: tra prima e seconda tranche dell’indagine è intervenuto il calmiere della legge spalmaperdite: perché quei ragazzi valutati come campioni non sono stati “svalu­tati” come altri giocatori (Milan e Inter insieme hanno “spalmato” quasi 500 milioni di patrimonio calciatori tra 2003 e 2004...)?

SUAZO SOTTO TORCHIO.
Nel frattempo tra i 1500 messaggi di benvenuto all’Inter ne ha inviato uno anche l’Ufficio Indagini che ie­ri ha ascoltato a Milano il neonerazzurro David Suazo: messo sot­to torchio (a Borrelli non è piaciuto affatto il teatrino da codice di giu­stizia attorno all’honduregno), come Moratti e Ghelfi, l’ex cagliari­tano ha difeso se stesso e l’Inter parlando del precontratto, delle clausola che gli consentiva di trattare, di accordo senza firma. Ov­viamente.


fonte:blade223

martedì 26 giugno 2007

Fuori Tema

Vorrei dedicare poche righe ad un argomento molto serio : L'Achool e la guida. Leggete attentamente questa storia e rifletteteci molto...
Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una sprite.
Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici.

Ho fatto una scelta sana e il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato!
Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra cosí lontana! Il mio sangue é sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la fará". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere e io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte.

Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura. Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene. Per questo... Ti voglio bene e... Addio.

Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente.

lunedì 25 giugno 2007

INVIATE LETTERE, EMAIL, O FAX DI PROTESTA AI SEGUENTI INDIRIZZI:


ufficio indagini: fax 06/84913416-06/84913521 non riceve mail ; presidenza Figc: figc.presidenza@figc.it fax. 06/84912440 (non riceve mail); UEFA: info@uefa.com ; FIFA: http://www.fifa.com/contact/index.html ; Ministro della Giustizia: mastella_m@posta.senato.it; Ministro dello Sport: melandri_g@camera.it ; Pm Nocerino (titolare dell'indagine)carlo.nocerino@giustizia.it
ALTRI INDIRIZZI:
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redazione@tgcom.it; quotidiani@rcs.it

ECCO UNO DEI TANTI MESSAGGI CHE POTETE PRENDERE D'ESEMPIO:

Egregio Dottore,
se sarà confermata l’irregolarità dell’iscrizione dell’Inter al campionato di calcio italiano 2005/2006 , senza dimenticarci che c’è un indagine aperta anche per la stagione 2004/2005 a rischio prescrizione, e dopo che la Giustizia Sportiva si è dimostrata ostaggio della stampa dei “potenti” condannando la Juventus ancor prima che venissero accertate le sue colpe, allora potremmo semplice affermate che la “pulizia “ del calcio che volete farci credere di aver fatto è solo quella di rendere “l’illegalità” “legale”. E’ necessario abbattere questo muro di omertà eretto sia dalla FIGC sia dalla Giustizia Sportiva e rendersi meno ridicoli agli occhi del mondo! L’ora del “dobbiamo cambiare il calcio” e del “vogliamo ridare credibilità a questo sport” inizia da questi provvedimenti che spero sia esemplari e non di comodo come fatto fino ad oggi!!! 14.000.000 di juventini aspettano delle risposte e rivogliono indietro gli scudetti meritatamente conquistati sul campo senza trucchi o artifici vari!

by Lettore Anonimo

Nuovo record per l'Inter: la squadra più indebitata della storia


Il Sole 24 ore ha pubblicato ieri una situazione delle finanze del calcio italiano.
L’articolo è stato rilanciato da tgcom e, visto il momento che sta vivendo il calcio italiano penso che sia il caso di riportarlo,
Il calcio italiano versa in condizioni finanziarie tutt'altro che invidiabili. E' il responso di un'analisi de 'Il Sole 24 Ore', che prende in esame i bilanci di 17 club dei 20 dell'ultima serie A. La voragine complessiva è di circa 380 milioni di euro, con l'Inter a farla da 'padrona' dal basso dei suoi 181,5 milioni di perdite. Il secondo rosso più elevato è quello della Juve, ferma a 36,5. Il Milan ha un attivo di 2,48.Conti in disordine, buchi senza fondo e un dissesto economico-finanziario che, seppur appianato dalle generosi donazioni dei magnati del pallone, non accenna a risolversi positivamente. Il calcio italiano resta un malato, sfinito da una convalescenza ormai lunga più di un decennio. 'Il Sole 24 Ore' ha fatto i conti in tasca all'industria della pedata e i numeri, come succede regolarmente, non tornano per nulla. Nonostante un incremento di sette punti percentuali del giro d'affari legato allo sport più amato dagli italiani, la stagione 2005-06 ha registrato un altro bilancio in rosso. Il campione analizzato è composto da 17 club di serie A, tutti tranne la Sampdoria, i cui dati non sono ancora disponibili, la Reggina e il Messina, con i consuntivi di queste ultime di cui "non c'è traccia".Se l'aggragato delle società analizzate ammonta a 1.310 milioni di euro, i costi del personale raggiungono i 741 milioni, il 56,6% delle entrate complessive. Il dato che, però, deve essere considerato il più pregnante della tabella pubblicata dal quotidiano economico è quello relativo alla perdita di gestione del nostro massimo campionato: 380 milioni, di poco inferiori ai 407 della stagione precedente. Una diminuzione non sufficiente per ipotizzare una ripresa del settore. Entrando nel dettaglio, si può evincere come l'Inter sia il club con il bilancio più disastrato, con 181,5 milioni di perdite nel dato consolidato. La classifica dei 'cattivi' prosegue con la Juventus, staccata però di un abisso dalla Beneamata, con i suoi 36,5 milioni di rosso. L'altra grande del nostro pallone, il Milan, ha chiuso invece in attivo di 2,48 milioni, grazia alla plusvalenza di 42 milioni ottenuta tramite la cessione di Andriy Shevchenko al Chelsea. Il bilancio più sano, però, è quello dell'Udinese, che è riuscito a far registrare un utile di 6,5 milioni. Anche se nel rapporto costi e rating vince il Livorno di Spinelli. Ma le società in attivo sono la stragrande minoranza e il nostro pallone non può certo pensare di aver imboccata la strada virtuosa che molti indicano come necessità impellente.

fonte:tgcom

sabato 23 giugno 2007

Caso Suazo, il Milan si ritira



Ieri sera il Milan ha emesso un comunicato ufficiale sulla vicenda Suazo, dichiarando di essersi ritirato dalla trattativa.
Questo il comunicato:

”Il Milan ha stipulato con il Cagliari Calcio un contratto avente ad oggetto la cessione in compartecipazione del calciatore David Suazo.
Tuttavia, preso successivamente atto che il calciatore aveva precedentemente sottoscritto con F.C. Internazionale un contratto di lavoro sportivo, comunica di ritirarsi dalla trattativa.
Il Milan desidera peraltro sottolineare di aver operato nella vicenda lealmente ed in piena conformità con i regolamenti sportivi nazionali e internazionali.”


Ma il comunicato del Milan nasconde una trappola per i cugini nerazzurri.
L’accusa del Milan è molto chiara: “il calciatore aveva precedentemente sottoscritto con F.C. Internazionale un contratto di lavoro sportivo”.
E’ chiaro dunque che l’Inter ha fatto sottoscrivere un contratto ad un giocatore tesserato per un’altra squadra: la faccenda è esplosa, vedremo cosa succederà.

Sabino Lops

Intercettazioni illegali Inter, inchiesta archiviata


La Procura Federale della Figc ha archiviato l`indagine sulle intercettazioni telefoniche fatte eseguire dall`Inter. Era stato Christian Vieri a sollevare il caso, che riguardava anche l`ex arbitro Massimo De Santis, l`ex direttore sportivo del Messina, Mariano Fabiani, e poi anche i calciatori Mutu, Ronaldo e Jugovic.

”Il Procuratore federale - annuncia la Figc in un comunicato - esaminata la relazione dell`ufficio indagini sugli accertamenti richiesti dalla Procura federale in ordine a numerosi articoli di stampa riguardanti il comportamento di dirigenti della società Internazionale F.C. S.p.A. nei confronti dell’arbitro Massimo De Santis, dei calciatori Christian Vieri, Adrian Mutu, Ronaldo, Vladimir Jugovic e del tesserato Mariano Fabiani, ha disposto l`archiviazione del procedimento, non essendo emerse fattispecie di rilievo disciplinare procedibili ovvero non prescritte”.
Cominciano, dunque, colpi di spugna sull’operato dell’Inter di Massimo Moratti: che l’Inter avesse il diritto di far seguire propri tesserati è una cosa che, secondo le norme sportive, non è vietata, ma non lecita. E’ una di quelle situazioni di “confine” nelle quali il calcio italiano pare sguazzare molto bene.

Ma è indubbio che aver fatto seguire un arbitro, quindi non un proprio tesserato, è una palese violazione dell’ordinamento sportivo.
Quando un giudice ordinario sarà investito della questione (l’arbitro De Santis ha dichiarato più volte che citerà in giudizio l’Internazionale, così come ha dichiarato farà anche Vieri), dubito che la cosa passerà inosservata: ma ancora una volta la giustizia civile e penale sconfesserà quella sportiva.

Ma cosa viene in rilievo dalla dichiarazione del Procuratore Federale: è stata, indirettamente, confermata l’azione di pedinamento nei confronti di De Santis.
Cosa che Moratti aveva sempre negato…


Sabino Lops

Caso Suazo, Moratti scommette sull’honduregno in nerazzurro


Vinto finalmente, dopo diversi anni, uno scudetto sul campo, che fa il paio con quello vinto a tavolino per i noti fatti di calciopoli che hanno investito Juventus e Milan, il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, vuole ora conquistare l'Europa; "Inutile nasconderci, il nostro primo obiettivo sarà vincere la Champions League", ha detto. Per questo le operazioni di mercato che l'Inter sta portando avanti sono molto importanti, in primis il caso Suazo, che il patron nerazzurro ritiene possa risolversi positivamente per il suo club.

"Oggi non ho avuto molto tempo per pensare alla vicenda Suazo - ha dichiarato Moratti, come riporta anche il sito web nerazzurro - Comunque, da quelli che possono essere gli ultimi sviluppi si può dire che, fortunatamente per noi, c'è una chiara volontà del giocatore di trasferirsi nell'unica società che lo aveva cercato per lungo tempo, che è l'Inter. Di questo ci dobbiamo avvalere, al di là di quelli che sono i buoni rapporti con chiunque. Dobbiamo guardare a quelli che sono gli interessi della società ed anche a quelli del giocatore. Noi rimaniamo a questo, poi vedremo come andrà a finire. Se ho parlato di questo con Galliani? A parte qualche battuta scherzosa, abbiamo cercato di evitare l'argomento. Col Milan, in fondo, c'è un bel rapporto".
Io credo che ormai Moratti abbia sostituito Moggi per quanto riguarda l’antipatia nel mondo del calcio. In fondo era un po’ il suo obiettivo: da sempre, infatti, il patron nerazzurro andava ripetendo che preferiva essere antipatico e vincere.
Ma l’arroganza che mostra in certe situazioni è davvero molta: “c'è una chiara volontà del giocatore di trasferirsi nell'unica società che lo aveva cercato per lungo tempo, che è l'Inter”.
Come può Moratti saperlo?
Che ne sa se qualcun altro ha telefonato prima di lui a Cellino per avere notizie su Suazo?
Quello che diceva Moggi circa lo “spionaggio industriale” erano solo fantasie dell’ex Re del Mercato: Moratti come potrebbe mai controllare tutti i movimenti di una persona (Cellino) che avrebbe potuto tranquillamente essere stato avvicinato da qualcun altro, né può controllare le telefonate ricevute o effettuate da Cellino…

Non può, giusto?

……o lui può?


Sabino Lops

mercoledì 20 giugno 2007

Inter: ufficialmente scippatori!

Pm Milano: Inter senza requisiti per iscrizione campionato 2005-06

13:23 del 20 giugno
Nel provvedimento di chiusura delle indagini sulle plusvalenze, dove sono indagati per falso in bilancio il presidente dell'Inter Massimo Moratti, l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani e altri, il pm milanese Carlo Nocerino mette in dubbio la regolarita' dell'iscrizione dei nerazzurri al campionato 2005/2006, quello vinto a tavolino dal club di Moratti: "L'equilibrio finanziario sarebbe saltato - scrive Nocerino - se la societa' avesse evidenziato le perdite connesse alle plusvalenze fittizie e l'Inter non avrebbe superato i parametri chiesti dalla Covisoc per l'iscrizione al campionato 2005-2006".

font:calciomercato.com

martedì 19 giugno 2007

Moratti si autodenuncia


Il trasferimento di David Suazo al Milan, come prevedibile, ha acceso la miccia delle polemiche. Il presidente dell’Inter Massimo Moratti attacca sia il Cagliari che il Milan che a suo dire si sono comportati in maniera scorretta nei confronti della societa’ nerazzurra visto che l’accordo per la cessione dell’attaccante honduregno era stato trovato.

Ma, insieme alla comprensibile rabbia, a Moratti “scappa” una frase che dovrebbe avere un seguito per la giustizia sportiva: “Non ci sono ragioni per aver fatto questo – ha spiegato Moratti - visto che c'era un accordo completo con loro. Il giocatore comunque ha firmato per noi, quindi vedremo. Cellino non mi ha trovato? E' una bugia perché non mi ha mai cercato. Anche l'atteggiamento del Milan è poco giustificabile, i caratteri li conosco...”.

L’accordo con il Cagliari non era stato ratificato, quindi l’Inter non poteva, stando a quanto previsto dalle norme del codice di giustizia sportiva, far firmare alcun contratto al giocatore. Di più. Non poteva nemmeno contattarlo. Borrelli e Palazzi si muoveranno? Dubito fortemente...

Ma l’atteggiamento di Moratti è incredibile: lo scorso anno si è comportato nello stesso modo lui nei confronti del Milan, soffiandogli Ibrahimovic quando i rossoneri avevi già raggiunto un accordo con la Juventus e col giocatore. Quest’anno è toccato a lui subire uno “smacco” e non ci sta…

Moratti si comporta come tutti i dirigenti delle società italiane e non: ma continua a professarsi diverso dagli altri…

fonte:calciomalato

Ahia Ahia morattino...



Il presidente dell'Inter, massimo moratti,alla notizia del passaggio di Suazo al Milan, ha dichiarato: "C'è stata una grande scorrettezza da parte del presidente Cellino, non è vero che mi ha cercato in questi ultimi giorni. Non ci sono ragioni per aver fatto questo, visto che c'era un accordo completo tra noi e il Cagliari. Anche l'atteggiamento del Milan è poco giustificabile. Noi abbiamo la firma del giocatore, la vicenda non finisce qui".

Eh già. Fino a quando è l'Inter a soffiare i giocatori al Milan mentre i rossoneri sono impegnati nei preliminari di champions, tutto va bene, ma quando sono i diavoli a beffare il bambin moratti succede il putiferio. E` la giusta punizione per chi, come Oriali, regalava interviste a destra e a manca vantandosi di come avesse rapinato Ibrahimovic al Milan. moratti, moratti...

Trofei Di Guerra

martedì 12 giugno 2007

Borrelli passa la palla a Palazzi


ROMA — L’Ufficio Indagini della Figc ha chiuso l’inchiesta relativa al doping amministrativo di Inter e Milan relativo alla stagione 2004-2005. Nelle prossime ore, Francesco Saverio Borrelli preparerà la relazione e la consegnerà al procuratore federale Stefano Palazzi che ora dovrà decidere su eventuali deferimenti. Sarà bene ricordare che per i dirigenti (Moratti e Galliani ndr) non c’è prescrizione, mentre la posizione delle società è da definire, anche in relazione a eventuali collegamenti tra le irregolarità di bilancio della stagione 2004-2005 e le successive. Secondo i calcoli della GdF e della Procura di Milano, senza il “doping” dei bilanci l’Inter, al contrario del Milan, non avrebbe potuto iscriversi al campionato di calcio 2004-05. E’ ancora lontano dalla conclusione, invece, il lavoro sul filone genovese e romano, sempre in tema di doping amministrativo, poichè Borrelli è in attesa che le procure di competenza concludano l’inchiesta. Già chiuso da tempo (un mese ndr) invece, il fascicolo relativo allo spionaggio dell’ex arbitro De Santis, da parte dell’Inter. Da tempo circola la voce che per Moratti (che rischia la squalifica in base all’articolo 1 ndr) vi sarebbe prescrizione dal prossimo 30 giugno. Non è così, perchè l’apertura dell’inchiesta da parte di Borrelli può protrarre i tempi di prescrizione fino a ulteriori 24 mesi. Sul fronte di «Calciopoli 2» l’Ufficio Indagini deve chiudere il cerchio interrogando Gianluca Paparesta e Antonio Dattilo e il lavoro d’indagine dovrebbe concludersi entro il 20 giugno e, se i processi dovessero scattare dopo il 1° luglio, data in cui entrerà in vigore il nuovo codice di giustizia sportiva, potrebbe entrare in scena anche la norma sugli sconti di pena per chi collabora.

venerdì 8 giugno 2007

Calcio. Indagine su falso in bilancio, per Moratti possibile richiesta di rinvio a giudizio


Massimo Moratti
Massimo Moratti

A Milano il pm Carlo Nocerino è sul punto di chiudere le indagini e a chiedere il rinvio a giudizio per il vice presidente del Milan, Adriano Galliani, e il presidente dell'Inter Massimo Moratti, indagati per falso in bilancio. Gli atti dell'inchiesta giudiziaria sono stati anche trasmessi al capo dell'ufficio indagini della Figc, Francesco Saverio Borrelli.

L'accelerazione dei pm
Incombe la prescrizione, anche sulle plusvalenze fittizie, uno dei dribbling più amati dai presidenti di calcio negli anni scorsi. A Milano, in particolare, si rasentò la perfezione quando l’Inter acquistò Helveg dal Milan, che scrisse la cifra X a bilancio come attivo, prima di vedersi dare in prestito lo stesso Helveg dall’Inter, che così metteva a sua volta una cifra Y in attivo. Esemplare fu anche il caso di Stefano Lombardi, che in 3 stagioni cambiò quattro squadre - Lazio, Napoli, Perugia, Inter, – giocando pochissimo ma facendo guadagnare ad ogni club cifre importanti a bilancio.

Nuovi make up
Difficilmente Galliani e Moratti si presenteranno all’udienza preliminare. Il lavoro, altra parte, non manca: : Milan, Inter, Roma e Lazio devono mettere a bilancio entro giugno 2007 almeno 700 milioni per coprire la voragine aperta dal ‘no’ dell’Unione europea al decreto spalma-debiti, che consentiva ai club di
ammortizzare in dieci rate annuali la "svalutazione" dei calciatori. Ecco allora il nuovo tunnel ai controlli sui bilanci, che soprattutto per società quotate in borsa, come Roma e Lazio, sono severi: si cede a se stessi il marchio del club.

Milan, Inter, Roma e Lazio hanno venduto a società nell’orbita della stessa proprietà del club il proprio brand. Diavolo, serpente, lupa e aquila naturalmente spuntano una valutazione da tifosi: 186 milioni per i rossoneri, 159 per i nerazzurri, 127 per i giallorossi e 95 per i biancazzurri. Non lo ha fatto, fra le grandi, la Juventus, il cui amministratore delegato Giraudo coniò, non a caso, l’espressione di ‘doping amministrativo’, salvo poi ricorrere a transazioni immobiliari con società controllate per ottenere plusvalenze dai terreni di Vinovo.

Scudetto sempre più caro
Quasi imbattibile, l’Inter avviata quest’anno allo scudetto ha chiuso la stagione 2006 con un record poco invidiabile, un passivo da 181 milioni, che segue i 118 del 2005 , e sogna per il prossimo campionato il fuoriclasse Messi, un’operazione da 150 milioni. Moratti batte così la Lazio di Cragnotti e il Parma di Tanzi, che finì in amministrazione controllata con un ‘buco’ di 167 milioni.

La Matematica

mercoledì 6 giugno 2007

La signora degli "ONESTI"


Per la serie "Dio li fa e poi li accoppia", ecco a voi i tratti salienti di un'interessantissima intervista con Milly Moratti, la moglia dell'Onestissimo. In Rosso i possibili titoli degli stralci dell'intervista.

E' stato giusto indossare lo scudetto 2006? «Assolutamente sì, l'ho capito dopo. Era talmente spesso il rigurgito di un ambiente votato alla conservazione di sé che al momento io avrei voluto rigettarlo quel titolo. Sì, io li avrei mandati tutti a quel paese. Invece Massimo ha grande rispetto del gioco, in nome di quel rispetto ha accettato lo scudetto e lo ha goduto. In fondo sarebbe stato più facile fare gli snob».

"Il calcio è cambiato, ora è pulito, quindi giusto prendersi lo scudetto"

Il calcio è cambiato? «No, i cambiamenti sono frutto di sedimentazioni. Io spero che in questo momento il calcio sia vuoto di qualche cosa e pronto a riformarsi su altro. Ma la sopravvivenza si costruisce solo sui valori. Io sono ottimista».

"Il calcio non è cambiato, ma abbiamo vinto noi quindi va tutto ok"

Vieri ha chiesto 9 milioni di danni all'Inter per essere stato pedinato. «La ritengo una stronzata. Un giocatore dovrebbe vergognarsi di non fare tutto il possibile per una società che ti dà tanto. Credo sia incredibile che questi atleti che hanno 1000 da dare a sé stessi si riducano a dare 100, senza capire quanto perdono».

"Vieri si vergogni, l'abbiamo fatto pedinare perchè non giocava bene e lui che fa? Chiede i danni... che stronzata!"


Al punto da giustificare un pedinamento? «Non so nemmeno come sia stato originato questo evento. Mio marito non può aver dato una disposizione del genere. Io l'avrei fatto pedinare subito, lui no».

"L'inter ha fatto pedinare Vieri? Davvero? Sicuri? Sicuramente non è stato il presidente e proprietario, cioè mio marito, che se non l'avete capito è un signore."

Però al goal della vittoria Moratti ha fatto il gesto dell'ombrello... «Non l'ho visto, c'era tanta confusione. E non l'ho rivisto perché non è un film, è un pezzo di vissuto. L'eleganza è un'altra cosa, non sono questi gesti a cancellarla. La passione di Massimo è stata messa a dura prova per tanto tempo, il gesto gli è venuto così. Ma non c'è astio».

"Il gesto dell'ombrello non cancella la signorilità incredibile che abbiamo perchè è istintivo e poi è tanto tempo che Massimo deve subire"

Vale come lo striscione del Milan nel dopo Champions? «Nello striscione c'è astio immotivato. Non è frutto di istinto, è pensato».

"Lo striscione è vergognoso e dimostra che non sono dei signori perchè stavano festeggiando non-istintivamente al contrario di mio marito che è un signore, e poi loro non è tutto l'anno che sentono dire campionato pulito, vinciamo senza rubare, ecc... o no?"

Suo marito in 12 anni di presidenza ha speso più di 500 milioni. Questa cifra la inquieta? «Dice sul serio? Ma è una cifra enorme. Mi fa impressione... non è attendibile, dai. Presa in sé è pazzesca, ma non è così: ci sono i rientri dei diritti tv e degli sponsor, poi i giocatori spesso si scambiano come le figurine. Non è una cifra reale, non so neanche se li abbiamo questi soldi... No, la scelta non può essere tra comprare una squadra o combattere la tubercolosi nel mondo».

"Mio marito non ha speso i soldi che i bilanci e le cifre dimostrano perchè è un signore e quando lui spende un miliardo in realtà non è un miliardo reale ma un miliardo signorile, cioè un miliardo non miliardo che quindi ci rende signori onesti"

fonte:milanorossonera

martedì 5 giugno 2007

La storia insegna


In tempi di maglie ed erroracci ortografici, propongo qualche bella curiosità.
Forse non tutti sanno che i "loro" orribili colori non sono sempre stati il nero e l'azzurro. Questa foto d'epoca mostra una vecchia maglia dell'inter, proposta quando, per Ragioni di Stato, i loro colori cambiarono così come il nome.
In era fascita, infatti, il nome Internazionale Football Club non era gradito al regime perchè risultava essere troppo "straniero".
La modifica del nome avviene congiuntamente alla fusione con l'Unione Sportiva Milanese (31 agosto 1928), unione richiesta direttamente dal Duce. Il nome viene quindi associato al Santo patrono della città e viene tramutato in Ambrosiana.

Ricapitolando: non solo sono reietti della vera ed unica squadra di Milano (scissione avvenuta nel 1908), ma sono anche imbastarditi dalla fusione con un'altra società. Cosa di cui, evidentemente, vanno molto fieri, dato che per una festa tanto importante quanto quella del centenario hanno rivisitato la maglia dell"Ambrosiana", e non dell'Internazionale.

Il che mi fa sorgere una domanda. Ma quando cantano "Milano siamo noi", chi intendono per "noi"?

a) Inter football club
b) U.S. Milanese
c) Ambrosiana

Comunque sono da ammirare: orgogliosi di una storia che non hanno.
Il calcio a Milano è arrivato il 16 dicembre 1899, i suoi colori sono rossoneri e, da quella data, non sono mai cambiati.

Tutto il resto è noia.

fonte: milanorossonera

lunedì 4 giugno 2007

Le inchieste della giustizia sportiva sull’Inter


Ecco perchè non scatterà la prescrizione

di PAOLO FRANCI

Molti lettori ci chiedono a che punto siano le inchieste della giustizia sportiva nei confronti dell’Inter. E’ dunque il caso di fare chiarezza su alcuni punti. Iniziamo dal caso Recoba-passaporti. Il procedimento per Oriali e Recoba è considerato chiuso e non vi sono possibilità per una riapertura anche se durante l’estate scorsa estate vi era stata una breve, ma intensa agitazione mediatica. Per la giustizia sportiva, non si può essere giudicati due volte per lo stesso illecito. E, qualora emergessero fatti nuovi vi sono comunque dei limiti di prescrizione (2 anni per le società, 4 per i tesserati). Proprio per evitare situazioni di questo tipo, dal prossimo 1° luglio, la prescrizione salirà a 8 anni per tutti, società e tesserati. Diverso è il caso Moratti-De Santis sui “controlli” effettuati dall’Inter nei confronti dell’ex fischietto di Tivoli. L’Ufficio indagini ha già chiuso il lavoro d’indagine e lo ha passato alla Procura Federale attorno a metà maggio. Non è vero quel che molti pensano, e cioè che il 30 giugno prossimo vi sarebbe prescrizione per il dirigente nerazzurro, perché in questi casi, l’apertura dell’inchiesta da parte dell’Ufficio Indagini, allunga i tempi di prescrizione fino a due anni in più rispetto ai quattro previsti per i tesserati. Dunque, la procura federale ha tutto il tempo per decidere se archiviare o sanzionare. Moratti, se il procedimento non sarà archiviato e se Palazzi si convincerà che il presidente nerazzurro non poteva non sapere, rischia qualche mese per violazione dell’articolo 1 sulla lealtà e probità.
Sul caso doping amministrativo relativamente al filone milanese, che coinvolge Milan e Inter _ secondo i calcoli della GdF e della Procura, senza il doping amministrativo dei bilanci nerazzurri l’Inter, al contrario del Milan, non avrebbe potuto iscriversi al campionato di calcio della stagione 2004-05, conclusa al terzo posto - l’Ufficio Indagini è in procinto di chiudere il lavoro investigativo e e passarlo alla procura federale, che dovrà poi decidere su eventuali deferimenti. In queso caso, non c’è prescrizione per i dirigenti (Moratti e Galliani), mentre sulle posizioni delle società la situazione non è del tutto definita.

sabato 2 giugno 2007

La Verità Non è Il Massimo (Padovan)


Non so se ci voglia più imprudenza o più impudenza a concedere interviste come quella rilasciata da Massimo Moratti a Roberto Beccantini e pubblicata ieri da La Stampa. So, però, che merita di essere chiosata e commentata. Punto 1: Vieira. Moratti: «La scorsa stagione, zero espulsioni in tutto il campionato. Oggi, già una dopo tre partite. E tre giornate di squalifica: le sembra normale? Dimenticavo: ha cambiato maglia».

Dimentica molte altre cose il dottor Moratti. Per esempio che Vieira («Mi ha colpito la sua educazione. Sembra un guerriero, è un signore») ha avuto tre turni di squalifica per aver insultato l´arbitro e che la doppia ammonizione era sacrosanta, sempre che uno capisca di calcio e di regolamenti. Dimentica ancora, Moratti, che dieci giorni fa a Lisbona, all´esordio in Champions League, non arbitrava un italiano, ma Vieira puntualmente è stato espulso, come del resto accadde un anno fa con la Juve a Bruges. Dimentica, infine, sempre Moratti, che la Juve è in serie B, non c´è più Moggi, non c´è più Giraudo. Né Galliani è più presidente di Lega, né Carraro della Federazione e che, nel frattempo, c´è stata Calciopoli. Voleva forse che gli ex juventini, ora che sono all´Inter, venissero giudicati con leggi e norme compiacenti? Punto 2. Guido Rossi. Secondo Moratti non era in conflitto di interessi. Ovvero: «...c´è conflitto e conflitto. Soprattutto, c´è persona e persona». Ora, se capisco bene, Guido Rossi e gli amici dell´Inter e di Moratti sono ottime persone - secondo Moratti - gli altri no. Evidentemente Moratti non ha mai sentito parlare della moglie di Cesare e della sua necessità di essere al di sopra di ogni sospetto. Ma in effetti ha ragione perché la moglie di Cesare non c´entrava né con l´Inter, né con Telecom, né con Tim, né con La7, al contrario di Rossi, che però è una gran persona. Peccato che anche Rossi abbia scordato di aver pubblicato un libro Il conflitto epidemico (Adelphi) che a posteriori suona autoprofetico. Punto 3. L´arbitro De Santis. Moratti: «Un tizio si offrì di pedinarlo » (un tizio? uno che passava per strada?). «Era in contatto con persone del ministero presso il quale aveva lavorato De Santis» (persone? che persone: impiegati? uscieri? funzionari? chi?). «Risultato: zero su tutta la linea». Dunque, sempre se capisco bene, uno che non si sa chi sia passa da casa Moratti e dice che vuole pedinare De Santis, sul conto del quale non reperisce un´informazione illecita (strano). Delle due, l´una: o De Santis è immacolato o Moratti s´è fatto fregare dal primo che passava. Al contrario Moratti deduce di non essere un visionario (mah). Punto 4. Tronchetti Provera e lo scandalo Telecom. «Sull´onestà e la buona fede di Marco garantisco io. Di più: ci metto la mano sul fuoco». Beccantini: teme che possa essere tirata in ballo l´Inter? «No, nella maniera più categorica». Omissis. Punto 5. Tira aria di restaurazione. «Rossi era un picconatore. Dava fastidio. Da quello che leggo sui giornali e vedo in tv, premesso che la libertà di opinione è sacra, noto un ritorno di facce e pensieri obliqui e ambigui». Moratti si riferisce a Luca Pancalli, ora commissario al posto di Guido Rossi? No. «Se Petrucci lo aiuta, sarà una diga». Si riferisce a Gigi Riva, vice commissario al posto di Albertini? No. «Riva è un patrimonio. Serio, competente, fedele alle istituzioni». Si riferisce a Gianni Petrucci? No. «Ultimamente si è mosso bene». Ce l´ha con Matarrese nuovo (?) presidente di Lega? Probabile. Ma se è così perché non lo dice? E, soprattutto, perché non chiede a Guido Rossi come mai non ha commissariato la Lega visto che ne aveva il potere e il dovere? Punto 6. La domanda non fatta. Dottor Moratti, quando commenteremo lo scudetto degli onesti che l´Inter esibisce sul petto, alla luce del patteggiamento ottenuto a maggio dal suo collaboratore Gabriele Oriali e dal suo pupillo Alvaro Recoba, per aver prodotto un passaporto da comunitario contraffatto e una patente risultata rubata alla motorizzazione civile di Latina? Aspettiamo con ansia la prossima intervista. Sperando che, questa volta, la possa leggere su Tuttosport.

30 motivi per tifare all'inter


Visto che la Juve ha vinto il 30esimo campionato.. ecco a voi...


30 MOTIVI PER TIFARE ALL'INTER

1- La tua squadra è sempre favorita per lo scudetto
2- Non disturbi la gente facendo caroselli con l’auto
3- Puoi facilmente incontrare un tuo idolo in taxi nel dopopartita
4- La sciarpa "inter campione" è la stessa da 18 anni fa
5- Risparmi sui voli aerei continentali
6- Puoi fare la spesa come dal fruttivendolo dopo ogni partita casalinga gratis
7- Non devi fare calcoli complicati per ricordare il numero di vittorie
8- Puoi avere la TV in bianco e nero
9- Non devi abbonarti anche a Sky
10- Non ti arrabbi se la benzina aumenta perché arriverà un nuovo giocatore
11- Non devi cambiare 50 canali per sentir parlare della tua squadra
12- L’abbonamento per la Champions League allo stadio non ti costa nulla
13- Hai sempre nuovi giocatori da idolatrare
14- Hai sempre nuovi giocatori da insultare
15- D’estate non ti annoi sotto l’ombrellone
16- Gli amici quando ti incontrano scherzano sempre con te
17- Il Lunedì mattina i colleghi ti aspettano per salutarti
18- Quando la tua squadra perde puoi sempre prendertela con l’arbitro
19- C’è sempre un infortunato che poteva risolvere la partita
20- Ogni anno è quello buono
21- Hai una memoria di ferro: ricordi fatti risalenti a decenni fa
22- Da metà campionato puoi andare tutte le domeniche pomeriggio in giro con la fidanzata/moglie
23- Puoi tifare contro gli altri
24- Il Mercoledì sera da marzo in poi puoi uscire con gli amici (interisti)
25- Hai tempo e voglia di coltivare altri interessi/hobbies oltre il calcio
26- Quando vai allo stadio, spesso riesci ad uscire prima per evitare il traffico
27- Spesso cammini a testa bassa, puoi trovare soldi/oggetti smarriti
28- Se conosci una ragazza milanista o juventina, risulti simpatico perché non parli di calcio
29- Se scopre che sei interista susciti in lei la "sindrome da crocerossina" o "istinto protettivo - materno"
30- Sei devoto: ogni giorno ringrazi Dio che la Juve sia andata in serie B, è l'UNICO argomento che hai per aprire bocca

fonte: barza inter

R I C E R C A T O

venerdì 1 giugno 2007

FATE RIDERE DAL 1908



Clamoroso, Inter: errori su maglia del centenario


La maglia del centenario dell'Inter, indossata dai giocatori a San Siro domenica scorsa in occasione della premiazione dello scudetto, verrà ritirata dal mercato per un doppio errore presente nella targhetta. Si legge infatti la parola in stampatello 'nerazzurro' scritto con una sola 'r' (Centenario Nerazzuro) e oltre all'errore grammaticale, vi è uno sbaglio assai più grave. C'è infatti uno sbaglio sulla data di fondazione: sulla targhetta si legge '8 marzo', quando invece il giorno esatto della fondazione della società interista è il 9 marzo. La maglietta, andata a ruba tra i tifosi, potrà essere sostituita con una 'corretta'.

Ecco la Nuova Maglia con le tutte le Nuove correzioni


fonte:blade223

Un Grazie A Tutti

Grazie a tutti quelli che mi hanno votato e sono riusciti a farmi ricevere questo riconoscimento:







GRAZIE A TUTTI
Palmarès






Scudetti:
17


Trofei nazionali:
5 Coppe Italia

5 Supercoppe d’Italia




Trofei Internazionali:
7 Champions League/

Coppe dei Campioni


2 Coppe delle Coppe

3 Coppe Intercontinentali

4 Supercoppe d’Europa

TOTALE = 16 (unica squadra ad averne così tanti)

Il Real Madrid ne ha 15 e il Barcellona 11

fonte:wikipedia

Siti come http://www.rossonerodivergogna.splinder.com dovrebbero vergognarsi per le cavolate che sparano. Quell'articolo postato in Home Page non mostra altro che la frustrazione di questi poveri interisti che addirittura si spacciano per milanisti. Io fossi interista mi vergognerei ad avere tifosi così, perchè sono la PENA del calcio. Però in fondo è bello averne perchè altrimenti non ci si potrebbe divertire con gli articoli che scrivono :)