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giovedì 21 febbraio 2008

Il giorno della presentazione

Per la serie portafortuna

E l'effetto Masinovic continua...

Dopo l'orribile sconfitta degli "eroici" (così dice moRatti) giocatori nerazzuRi a Liverpool contro la squadra di Gerrard e compagni, Ibrainfamovic ha addossato la colpa della sconfita sulle spalle di Marco Macellazzi.
A Macellazzi il tutto non è piaciuto tant'è che durante uno spot pubblicitario i due hanno preferito non cagarsi.

Ibra vs Matrix: Gelo allo spot pubblicitario

08:40 del 21 febbraio
Zlatan Ibrahimovic ha il morale a terra dopo la sconfitta di Liverpool: "Quei due gol nel finale sono come un coltello nel cuore - spiega l'attaccante svedese dell'Inter -, non ho chiuso occhio. Ora dobbiamo aver grande fiducia per il ritorno. I più forti siamo noi, ma non siamo nati per difenderci e dateci la possibilità di giocare in 11 contro 11. Ho lavorato pensando solo a ieri, poi mi sono ritrovato a correre e basta. Vorrà dire che lavorerò ancora di più. La mia frase su Materazzi era solo una constatazione: l'episodio che aveva condizionato tutto riguardava Marco, quindi era giusto chiedere a lui se l'espulsione ci stava o no".
Ieri i due nerazzurri erano a Londra per girare uno spot: silenzi e tanto imbarazzo.




Forse hanno incominciato a rendersi conto di non essere forti come dicono loro...
You'll never walk alone...

mercoledì 20 febbraio 2008

E se lo dice anche lui....

Masinovic: e l'Inter vola!

Speriamo che questa immagine possa portare tanta fortuna ai fratelli nerazzuRi, impegnati a collezionare figure di merda in tutta Europa.

Che il potere del grande Marco Masini sia con voi!

You'll never walk alone

Dopo le dichiarazioni mattutine del grande Materazzi : "So io come battere il Liverpool".
Dopo una serata fantastica conclusasi con la rissa verbale tra Mancini e i tifosi: "Pensate a tifare, imbecilli!"
Dopo aver scoperto la grande unione che lega i giocatori nerazzurri : Ibra sulla partita : "Volete sapere come è andata? Chiedete a Materazzi!"

FORZA LIVERPOOL!


When you walk through a storm

hold your head up high
And don't be afraid of the dark.
At the end of a storm is a golden sky
And the sweet silver song of a lark.
Walk on through the wind,
Walk on through the rain,
Tho' your dreams be tossed and blown.
Walk on,
walk on with hope in your heart
And you'll never walk alone,
You'll never, ever walk alone.
Walk on,
walk on with hope in your heart
And you'll never walk alone,
You'll never, ever walk alone.




Doveroso tributo al Liverpool citando il loro inno che i tifosi interisti impararono a memoria, quando Gerrard e compagni affrontarono in 2 finali di champions il Milan di Ancellotti.
Sperando che il ritorno possa essere molto più emozionante: Vogliamo una tripletta di Gerrard!


sabato 16 febbraio 2008

Scusate la mia assenza

Scusate la mia assenza durata quasi un anno, ma per problemi personali non ho più potuto gestire questo blog. Non appena avrò un po` di tempo libero, giuro che tornerò più incazzato che mai.
Nel frattempo vi regalo una piccola chicca.


sabato 28 luglio 2007

Giusto per...

...rinfrescare la memoria a qualche povero interista che ha il coraggio di definire Ibrahimovic meglio di Van Basten. Ma sapete di chi parlate quando pronunciate il nome Marco Van Basten?
Ma non vi sentite ridicoli quando affermate che Ibrahimovic è ai suoi livelli o a livelli superiori? Ma la cosa che più mi sta facendo scervellare in quest'ultimo periodo è che fin quando lo svedese vestiva la maglia bianconera era solo uno "Sporco Zingaro Bastardo" e ora magicamente è diventato l'idolo della curva più ridicola d'Italia.
Comunque giusto per non dimenticare...





Ibrahimovic queste cose può solo vederle su youtube.

lunedì 9 luglio 2007

martedì 3 luglio 2007

I 17 miliardi annui a Recoba li paghiamo noi




I soldi per comprare i giocatori dell’Inter Massimo Moratti li prende da qui, da questo piccolo paese sulle coste sarde. Ma non sentitevi esclusi: anche voi contribuite a investire sulla squadra. Ogni volta che pagate la bolletta della luce.
Sarroch è in provincia di Cagliari. Vi sorge lo stabilimento di raffinazione della Saras, la società di famiglia dei petrolieri Moratti, fondata nel 1962 da papà Angelo (già presidente dell’Inter). Dal satellite si vede che l’impianto è di gran lunga più vasto dell’agglomerato urbano. È sulla costa, per permettere l’attracco delle petroliere: un quarto del petrolio trasportato via nave nel mondo passa di qua, dal mare della Sardegna. È la più grande raffineria di petrolio del Mediterraneo per capacità produttiva: 15 milioni di tonnellate l’anno di petrolio grezzo trattato, che per la maggior parte viene da Libia e Mare del Nord. Tra i clienti Shell, Repsol, Total, Eni, Q8, Tamoil.

I conti di Saras sono ottimi: 5,5 miliardi di euro di ricavi nel 2005, un bel più 48% rispetto al 2004, e utili per 332 milioni (ancora: più 47% sul 2004).
E nei primi mesi del 2006 le cose marciano anche meglio, con risultati netti che raddoppiano rispetto allo stesso periodo del 2005. Saras dà lavoro a 1.600 persone. Ma il vero gioiello dell’azienda sta nell’angolo sudorientale dell’impianto: è la centrale elettrica Sarlux. La Sarlux è una società posseduta al 100% da Saras.
La centrale produce energia elettrica bruciando gli scarti di lavorazione che la Saras produce raffinando il petrolio. Questo scarto si chiama tar, detto anche “olio combustibile pesante”, una pece semi solida che potrebbe essere utilizzata per fare bitume, e che per essere bruciata viene gassificata e irrorata di ossigeno.
È un combustibile altamente inquinante, molto più del metano di solito utilizzato nelle centrali elettriche. L’impianto brucia 150 tonnellate di tar l’ora. Oltre a CO2, ossidi di azoto ed emissioni varie, a fine anno la combustione lascia in dote 1.400 tonnellate di scarti tra zolfo e concentrati di metalli, come il vanadio e il nichel.
L’energia prodotta dalla centrale Sarlux viene tutta comprata da un ente pubblico, il Gestore del sistema elettrico (Grtn), che la paga il doppio di quanto varrebbe sul mercato. Questo accade perché per la legge italiana l’impianto Sarlux è un impianto “assimilato” alle fonti rinnovabili, e per tanto va incentivato come queste ultime.
Come sia possibile che una centrale che brucia scarti della lavorazione del petrolio sia pagata come fosse un impianto a energia solare lo dobbiamo al famigerato provvedimento Cip6 (comitato interministeriale prezzi) del 1992. All’epoca il governo decise di agevolare la costruzione di impianti rinnovabili garantendo di comperare (all’epoca attraverso Enel) elettricità a un prezzo più alto, il doppio e in alcuni casi il triplo, e destinando alla collettività, attraverso le bollette, l’onere del sostentamento dell’energia pulita. Ma poi allargò questa opportunità anche a un numero limitato di altre centrali che utilizzavano fonti che definì “assimilate”, e che di rinnovabile non avevano nulla: per la precisione gas, carbone, tar, rifiuti.
Da allora gli italiani pagano anche il 10% in più in bolletta pensando di contribuire alla diffusione di energia pulita. Invece l’80% di quei contributi finisce a impianti come quello dei Moratti. Per il 2005 parliamo di un totale di oltre 3,1 miliardi di euro (erano 2,3 miliardi nel 2004). Oggi il meccanismo Cip6 è stato superato da quello dei certificati verdi nato nel 1999, che non prevede fonti “assimilate”, ma le convenzioni stipulate nel passato sono ancora per la maggior parte attive.
Sarlux non è l’unica a trarre vantaggio da questa situazione. L’elenco dei beneficiari non è pubblico, ma sappiamo che metà della torta Cip6 finisce a Edison, che appartiene ai francesi della Edf. Anche altri petrolieri, come i Garrone di Erg o i Brachetti Peretti di Api godono delle incentivazioni con impianti simili, che producono cioè elettricità bruciando scarti della lavorazione del petrolio (vedi box a destra).
Ma l’impianto dei Moratti ha qualche particolarità interessante: la prima, è che è uno dei più grandi, con i suoi 575 megawatt di potenza e 4 miliardi di kilowattora prodotti l’anno. La seconda particolarità è che è tra gli ultimi ad aver avuto accesso agli incentivi, visto che la convenzione è partita l’8 gennaio 2001. Tra l’altro la convenzione di Sarlux dura 20 anni, cinque in più rispetto a quanto stabilito dal provvedimento Cip6. Stando alle analisi della società, il prestito di oltre un miliardo di euro stipulato nel 1996 con Banca Intesa e Banca europea per gli investimenti per costruire l’impianto dovrebbe essere ammortizzato entro il 2011. Poi saranno dieci anni di guadagno netto. Un paradosso ulteriore è che più cresce il prezzo del petrolio, lo stesso che i Moratti vendono pochi metri più in là, maggiore è il contributo che lo Stato riconosce all’impianto Sarlux in quanto fonte “assimilata” alle rinnovabili.
Sarlux è strategica per i Moratti, tanto che anche nella fase di approvvigionamento del petrolio grezzo si tiene conto delle esigenze della centrale. È vero, rispetto al fatturato del gruppo i ricavi equivalgono solo a un decimo, ma gli utili di Saras sono per oltre il 36% riconducibili alla centrale elettrica (122 milioni di euro su 332). Senza gli incentivi produrre elettricità costerebbe moltissimo, molto più di quanto si guadagnerebbe vendendola (solo per l’ossigeno impiegato per la combustione Sarlux spende 50 milioni di euro l’anno). E se non vengono bruciati, gli scarti di lavorazione si tramutano, da fonte di guadagno, in un costo, perché sono rifiuti speciali e vanno smaltiti adeguatamente.

A maggio Massimo e Gian Marco Moratti, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Saras, hanno messo in vendita le azioni della società che detenevano a titolo personale, facendo sbarcare l’azienda in Borsa. Oggi il 40% di Saras è in mano al mercato. I fratelli avranno comunque il controllo dell’azienda attraverso la finanziaria di famiglia Angelo Moratti s.a.p.a., che mantiene il 60% delle azioni.
La vendita di azioni ha fruttato ai fratelli poco meno di un miliardo di euro ciascuno. Immaginiamo che parte di questi soldi verranno investiti su qualche buon giocatore. Le azioni, vendute a 6 euro l’una, per lotti minimi di 600 azioni, sono andate a ruba. Il giorno dopo il debutto a piazza Affari, però, il titolo è crollato del 10%. A fine luglio chi ha investito in Saras perdeva il 20% (un’azione era quotata 4,8 euro). Per gli 80 mila investitori che hanno creduto in Saras non resta che sperare nel campionato. [pagebreak]

Gli altri nomi dei “debitori”
Non solo Moratti. In Italia esistono almeno altre due centrali elettriche che bruciano scarti della lavorazione del petrolio e vengono incentivate come fossero fonti rinnovabili. La prima è a Priolo Gargallo (Siracusa), e appartiene alla IsabEnergy, a sua volta controllata dalla Erg della famiglia genovese dei Garrone. Anche in questo caso la centrale sorge accanto all’impianto di raffinazione. Nel 2005 IsabEnergy ha fatturato 522 milioni di euro (44 in più rispetto al 2004), almeno 300 dei quali derivanti dagli incentivi Cip6.
Per la società significano 94 milioni di euro di utili, che forse serviranno a comprare giocatori alla Sampdoria, di cui Garrone è proprietario. L’altro impianto è a Falconara Marittima (Ancona), e appartiene alla Api della famiglia dei conti Brachetti Peretti che a Falconara hanno una raffineria da 3,9 milioni di tonnellate l’anno di petrolio.
Per loro almeno 150 milioni in sovvenzioni Cip6, su un fatturato del gruppo di 2,7 miliardi di euro e utili (raddoppiati in un anno) di 96 milioni.

In Francia metà della torta
I veri protagonisti dell’affare Cip6 sono i francesi di Edison, ai quali finisce oltre la metà dei contributi italiani per le fonti cosiddette “assimilate” alle rinnovabili. Delle 27 centrali elettriche Edison operanti sul territorio italiano, ben 19 sono incentivate anche se bruciano combustibile fossile. L’unica (magra) consolazione è che si tratta di metano, che tra gli idrocarburi è il meno inquinante. Nel 2005 Edison ha fatturato circa 5 miliardi di euro (più 16% rispetto al 2004): di questi, almeno un miliardo e mezzo sono sovvenzioni.
Dopo essere stata controllata da Montedison prima e da Fiat poi, oggi Edison è in mano ai francesi di Edf, il colosso energetico statale. Formalmente la proprietà è della società “Transalpina di energia” che detiene il 71% delle azioni Edison. A sua volta, Transalpina è per il 50% di Edf, e per la restante metà della Delmi, controllata al 51% dall’Aem di Milano. Il resto delle azioni Edison sono detenute direttamente da Edf (17%) e quotate sul mercato (12%).

La vita elettrica di Sarlux
1992: il Comitato interministeriale deiprezzi vara il provvedimento numero 6 per incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e “assimilate”.
1995: Sarlux nasce da una joint venture tra Saras ed Enron.
1996: Sarlux ottiene dalle banche i finanziamenti (un miliardo di euro) necessari per la costruzione dell’impianto di Sarroch.
1999/2000: la centrale elettrica entra in funzione.
8 gennaio 2001: inizia la convenzione tra Sarlux ed Enel (cui subentrerà nel ‘99 il Grtn) per l’acquisto di energia incentivata Cip6. La convenzione durerà fino al 2021.
18 aprile 2006: Saras vince un procedimento arbitrale con Enron e conferma il controllo del 100% di Sarlux.
18 maggio 2006: Saras (che controlla il 100% di Sarlux) viene quotata in Borsa.

I conti in tasca. Nostra
L’80% della popolazione italiana paga una bolletta simile a quella riprodotta qui in basso. Tecnicamente si parla di “mercato vincolato” per i clienti “domestici”, perché le tariffe sono decise dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Di solito la potenza di erogazione è di 3 kilowatt e la tariffa applicata è la cosiddetta D2, che prevede tre corrispettivi: uno fisso non legato né alla potenza impegnata né al consumo, uno legato alla potenza e l’ultimo, il più importante, legato a quanto consumato.
Dal 1° luglio 2007 anche il mercato domestico sarà completamente libero.

Berlusconi, come dite voi, prende i soldi dalla mafia. Moratti invece non fa altro che prelevarli dalle nostre tasche. Complimenti vivissimi a chi continua a difenderlo. Moratti è della stessa razza di Berlusconi.