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sabato 28 luglio 2007

Giusto per...

...rinfrescare la memoria a qualche povero interista che ha il coraggio di definire Ibrahimovic meglio di Van Basten. Ma sapete di chi parlate quando pronunciate il nome Marco Van Basten?
Ma non vi sentite ridicoli quando affermate che Ibrahimovic è ai suoi livelli o a livelli superiori? Ma la cosa che più mi sta facendo scervellare in quest'ultimo periodo è che fin quando lo svedese vestiva la maglia bianconera era solo uno "Sporco Zingaro Bastardo" e ora magicamente è diventato l'idolo della curva più ridicola d'Italia.
Comunque giusto per non dimenticare...





Ibrahimovic queste cose può solo vederle su youtube.

lunedì 9 luglio 2007

martedì 3 luglio 2007

I 17 miliardi annui a Recoba li paghiamo noi




I soldi per comprare i giocatori dell’Inter Massimo Moratti li prende da qui, da questo piccolo paese sulle coste sarde. Ma non sentitevi esclusi: anche voi contribuite a investire sulla squadra. Ogni volta che pagate la bolletta della luce.
Sarroch è in provincia di Cagliari. Vi sorge lo stabilimento di raffinazione della Saras, la società di famiglia dei petrolieri Moratti, fondata nel 1962 da papà Angelo (già presidente dell’Inter). Dal satellite si vede che l’impianto è di gran lunga più vasto dell’agglomerato urbano. È sulla costa, per permettere l’attracco delle petroliere: un quarto del petrolio trasportato via nave nel mondo passa di qua, dal mare della Sardegna. È la più grande raffineria di petrolio del Mediterraneo per capacità produttiva: 15 milioni di tonnellate l’anno di petrolio grezzo trattato, che per la maggior parte viene da Libia e Mare del Nord. Tra i clienti Shell, Repsol, Total, Eni, Q8, Tamoil.

I conti di Saras sono ottimi: 5,5 miliardi di euro di ricavi nel 2005, un bel più 48% rispetto al 2004, e utili per 332 milioni (ancora: più 47% sul 2004).
E nei primi mesi del 2006 le cose marciano anche meglio, con risultati netti che raddoppiano rispetto allo stesso periodo del 2005. Saras dà lavoro a 1.600 persone. Ma il vero gioiello dell’azienda sta nell’angolo sudorientale dell’impianto: è la centrale elettrica Sarlux. La Sarlux è una società posseduta al 100% da Saras.
La centrale produce energia elettrica bruciando gli scarti di lavorazione che la Saras produce raffinando il petrolio. Questo scarto si chiama tar, detto anche “olio combustibile pesante”, una pece semi solida che potrebbe essere utilizzata per fare bitume, e che per essere bruciata viene gassificata e irrorata di ossigeno.
È un combustibile altamente inquinante, molto più del metano di solito utilizzato nelle centrali elettriche. L’impianto brucia 150 tonnellate di tar l’ora. Oltre a CO2, ossidi di azoto ed emissioni varie, a fine anno la combustione lascia in dote 1.400 tonnellate di scarti tra zolfo e concentrati di metalli, come il vanadio e il nichel.
L’energia prodotta dalla centrale Sarlux viene tutta comprata da un ente pubblico, il Gestore del sistema elettrico (Grtn), che la paga il doppio di quanto varrebbe sul mercato. Questo accade perché per la legge italiana l’impianto Sarlux è un impianto “assimilato” alle fonti rinnovabili, e per tanto va incentivato come queste ultime.
Come sia possibile che una centrale che brucia scarti della lavorazione del petrolio sia pagata come fosse un impianto a energia solare lo dobbiamo al famigerato provvedimento Cip6 (comitato interministeriale prezzi) del 1992. All’epoca il governo decise di agevolare la costruzione di impianti rinnovabili garantendo di comperare (all’epoca attraverso Enel) elettricità a un prezzo più alto, il doppio e in alcuni casi il triplo, e destinando alla collettività, attraverso le bollette, l’onere del sostentamento dell’energia pulita. Ma poi allargò questa opportunità anche a un numero limitato di altre centrali che utilizzavano fonti che definì “assimilate”, e che di rinnovabile non avevano nulla: per la precisione gas, carbone, tar, rifiuti.
Da allora gli italiani pagano anche il 10% in più in bolletta pensando di contribuire alla diffusione di energia pulita. Invece l’80% di quei contributi finisce a impianti come quello dei Moratti. Per il 2005 parliamo di un totale di oltre 3,1 miliardi di euro (erano 2,3 miliardi nel 2004). Oggi il meccanismo Cip6 è stato superato da quello dei certificati verdi nato nel 1999, che non prevede fonti “assimilate”, ma le convenzioni stipulate nel passato sono ancora per la maggior parte attive.
Sarlux non è l’unica a trarre vantaggio da questa situazione. L’elenco dei beneficiari non è pubblico, ma sappiamo che metà della torta Cip6 finisce a Edison, che appartiene ai francesi della Edf. Anche altri petrolieri, come i Garrone di Erg o i Brachetti Peretti di Api godono delle incentivazioni con impianti simili, che producono cioè elettricità bruciando scarti della lavorazione del petrolio (vedi box a destra).
Ma l’impianto dei Moratti ha qualche particolarità interessante: la prima, è che è uno dei più grandi, con i suoi 575 megawatt di potenza e 4 miliardi di kilowattora prodotti l’anno. La seconda particolarità è che è tra gli ultimi ad aver avuto accesso agli incentivi, visto che la convenzione è partita l’8 gennaio 2001. Tra l’altro la convenzione di Sarlux dura 20 anni, cinque in più rispetto a quanto stabilito dal provvedimento Cip6. Stando alle analisi della società, il prestito di oltre un miliardo di euro stipulato nel 1996 con Banca Intesa e Banca europea per gli investimenti per costruire l’impianto dovrebbe essere ammortizzato entro il 2011. Poi saranno dieci anni di guadagno netto. Un paradosso ulteriore è che più cresce il prezzo del petrolio, lo stesso che i Moratti vendono pochi metri più in là, maggiore è il contributo che lo Stato riconosce all’impianto Sarlux in quanto fonte “assimilata” alle rinnovabili.
Sarlux è strategica per i Moratti, tanto che anche nella fase di approvvigionamento del petrolio grezzo si tiene conto delle esigenze della centrale. È vero, rispetto al fatturato del gruppo i ricavi equivalgono solo a un decimo, ma gli utili di Saras sono per oltre il 36% riconducibili alla centrale elettrica (122 milioni di euro su 332). Senza gli incentivi produrre elettricità costerebbe moltissimo, molto più di quanto si guadagnerebbe vendendola (solo per l’ossigeno impiegato per la combustione Sarlux spende 50 milioni di euro l’anno). E se non vengono bruciati, gli scarti di lavorazione si tramutano, da fonte di guadagno, in un costo, perché sono rifiuti speciali e vanno smaltiti adeguatamente.

A maggio Massimo e Gian Marco Moratti, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Saras, hanno messo in vendita le azioni della società che detenevano a titolo personale, facendo sbarcare l’azienda in Borsa. Oggi il 40% di Saras è in mano al mercato. I fratelli avranno comunque il controllo dell’azienda attraverso la finanziaria di famiglia Angelo Moratti s.a.p.a., che mantiene il 60% delle azioni.
La vendita di azioni ha fruttato ai fratelli poco meno di un miliardo di euro ciascuno. Immaginiamo che parte di questi soldi verranno investiti su qualche buon giocatore. Le azioni, vendute a 6 euro l’una, per lotti minimi di 600 azioni, sono andate a ruba. Il giorno dopo il debutto a piazza Affari, però, il titolo è crollato del 10%. A fine luglio chi ha investito in Saras perdeva il 20% (un’azione era quotata 4,8 euro). Per gli 80 mila investitori che hanno creduto in Saras non resta che sperare nel campionato. [pagebreak]

Gli altri nomi dei “debitori”
Non solo Moratti. In Italia esistono almeno altre due centrali elettriche che bruciano scarti della lavorazione del petrolio e vengono incentivate come fossero fonti rinnovabili. La prima è a Priolo Gargallo (Siracusa), e appartiene alla IsabEnergy, a sua volta controllata dalla Erg della famiglia genovese dei Garrone. Anche in questo caso la centrale sorge accanto all’impianto di raffinazione. Nel 2005 IsabEnergy ha fatturato 522 milioni di euro (44 in più rispetto al 2004), almeno 300 dei quali derivanti dagli incentivi Cip6.
Per la società significano 94 milioni di euro di utili, che forse serviranno a comprare giocatori alla Sampdoria, di cui Garrone è proprietario. L’altro impianto è a Falconara Marittima (Ancona), e appartiene alla Api della famiglia dei conti Brachetti Peretti che a Falconara hanno una raffineria da 3,9 milioni di tonnellate l’anno di petrolio.
Per loro almeno 150 milioni in sovvenzioni Cip6, su un fatturato del gruppo di 2,7 miliardi di euro e utili (raddoppiati in un anno) di 96 milioni.

In Francia metà della torta
I veri protagonisti dell’affare Cip6 sono i francesi di Edison, ai quali finisce oltre la metà dei contributi italiani per le fonti cosiddette “assimilate” alle rinnovabili. Delle 27 centrali elettriche Edison operanti sul territorio italiano, ben 19 sono incentivate anche se bruciano combustibile fossile. L’unica (magra) consolazione è che si tratta di metano, che tra gli idrocarburi è il meno inquinante. Nel 2005 Edison ha fatturato circa 5 miliardi di euro (più 16% rispetto al 2004): di questi, almeno un miliardo e mezzo sono sovvenzioni.
Dopo essere stata controllata da Montedison prima e da Fiat poi, oggi Edison è in mano ai francesi di Edf, il colosso energetico statale. Formalmente la proprietà è della società “Transalpina di energia” che detiene il 71% delle azioni Edison. A sua volta, Transalpina è per il 50% di Edf, e per la restante metà della Delmi, controllata al 51% dall’Aem di Milano. Il resto delle azioni Edison sono detenute direttamente da Edf (17%) e quotate sul mercato (12%).

La vita elettrica di Sarlux
1992: il Comitato interministeriale deiprezzi vara il provvedimento numero 6 per incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e “assimilate”.
1995: Sarlux nasce da una joint venture tra Saras ed Enron.
1996: Sarlux ottiene dalle banche i finanziamenti (un miliardo di euro) necessari per la costruzione dell’impianto di Sarroch.
1999/2000: la centrale elettrica entra in funzione.
8 gennaio 2001: inizia la convenzione tra Sarlux ed Enel (cui subentrerà nel ‘99 il Grtn) per l’acquisto di energia incentivata Cip6. La convenzione durerà fino al 2021.
18 aprile 2006: Saras vince un procedimento arbitrale con Enron e conferma il controllo del 100% di Sarlux.
18 maggio 2006: Saras (che controlla il 100% di Sarlux) viene quotata in Borsa.

I conti in tasca. Nostra
L’80% della popolazione italiana paga una bolletta simile a quella riprodotta qui in basso. Tecnicamente si parla di “mercato vincolato” per i clienti “domestici”, perché le tariffe sono decise dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Di solito la potenza di erogazione è di 3 kilowatt e la tariffa applicata è la cosiddetta D2, che prevede tre corrispettivi: uno fisso non legato né alla potenza impegnata né al consumo, uno legato alla potenza e l’ultimo, il più importante, legato a quanto consumato.
Dal 1° luglio 2007 anche il mercato domestico sarà completamente libero.

Berlusconi, come dite voi, prende i soldi dalla mafia. Moratti invece non fa altro che prelevarli dalle nostre tasche. Complimenti vivissimi a chi continua a difenderlo. Moratti è della stessa razza di Berlusconi.

giovedì 28 giugno 2007

Caso Chivu, dopo Suazo anche sul rumeno l’Inter viola le regole.


Il mercato in casa Inter non si ferma mai. Proprio nel giorno della presentazione di Suazo, è il caso Chivu a tenere banco ad Appiano Gentile.

Marco Branca, direttore dell'area tecnica nerazzurra, ha fatto il punto sulla trattativa: "Noi abbiamo raggiunto l'intesa col giocatore, ma se non troviamo l'accordo con la Roma non potremo fare nulla. La società giallorossa si è incontrata col Barcelona? Non ne so nulla, l'ho solo letto sui giornali".


Ma insomma: non c’era un regolamento?

La Roma ieri pomeriggio, dopo le dichiarazioni di Branca, ha dichiarato pubblicamente tramite Daniele Pradè che il Barcellona ha l’autorizzazione a trattare col giocatore e col suo procuratore. Perché non ha detto la stessa cosa per l’Inter?
Forse non è stata data la stessa opportunità alla società nerazzurra: del resto non si è mai vista una società di calcio che afferma che un’altra ha l’autorizzazione a trattare (e comunque non a firmare un contratto) un proprio giocatore. Sottolineare l’aver dato questa autorizzazione a parlare col giocatore non sarà mica un voler spaventare l’Inter?

La sensazione che la società nerazzurra e i suoi dirigenti abbiano sostituito Moggi & C. in fatto di arroganza e non solo, è sempre più forte: a Milano ormai si permettono di dire di tutto, sapendo che nessuno li “tocca” (vedi Borrelli con tutte le inchieste fatte partire sotto prescrizione…quando partono).

L’era di Moggi alla Juventus è durata 13 anni…ci attendono ancora 12 anni di Morattilandia…

fonte:calciomalato

PLUSAVALENZE FITTIZIE

Borrelli raddoppia l’inchiesta
Palazzi valuta i bilanci fino al 2004 e s’indag
a fino al 2006. Interrogato SuazoBorrelli non lascia, raddoppia. Sì, l’inchiesta sulle plusva­lenze di Inter e Milan raddoppia. Perché è di ieri la notizia che il ca­po dell’Ufficio Indagini ha disposto l’apertura di uno stralcio del fi­le relativo alle plusvalenze fittizie inserite - come sostiene anche il pm della procura di Milano, Carlo Nocerino - nei bilanci 2004-2005 e 2005-2006 delle due società milanesi. Ha deciso di affidare l’inda­gine allo stesso pool di quattro uomini superspecializzati che ave­vano indagato dall’agosto 2006 e infine scritto la relazione conse­gnata a Palazzi sull’affaire Brunelli e sulle altre plusvalenze.
Allo stesso tempo Borrelli chiede che il procuratore Stefano
Pa­lazzi valuti la relazione fornitagli lo scorso 8 giugno dal suo ufficio sull’allargamento a cinque carneadi “plusvalenti” palleggiati nei bi­lanci 2003-2004 tra i club meneghini. Una mossa che potrebbe por­tare all’archiviazione per prescrizione (parola magica dalle parti di via Durini) per i club, non per i tesserati coinvolti (presidenti, am­ministratori, estensori dei bilanci) per il condizionamento del bilan­cio di Milan e Inter con la sopravvalutazione rilevata dal perito del tribunale di Milano e dallo stesso Ufficio Indagini: i due anni - per questa prima parte del lavoro - si sarebbero chiusi il 30 giugno 2006, due mesi prima dell’avvio dell’opera di scandaglio sui bilanci dopo la denuncia di Brunelli. Nella seconda tranche andranno valutati, invece, gli effetti legali - oltre che contabili - dei movimenti operati da Inter e Milan nei passaggi a colpi di comproprietà di giocatori va­lutati attorno ai 3 milioni di euro l’uno. Se il falso s’è perpetrato con le compravendite nel 2004, i passaggi successivi sono nuovi reati o no? Pensate che mezzo Brunelli (1,5 milioni) nel 2006 valeva anco­ra dieci volte la metà di Andreolli (175 mila euro) per il bilancio in­terista... Altra prospettiva da valutare: tra prima e seconda tranche dell’indagine è intervenuto il calmiere della legge spalmaperdite: perché quei ragazzi valutati come campioni non sono stati “svalu­tati” come altri giocatori (Milan e Inter insieme hanno “spalmato” quasi 500 milioni di patrimonio calciatori tra 2003 e 2004...)?

SUAZO SOTTO TORCHIO.
Nel frattempo tra i 1500 messaggi di benvenuto all’Inter ne ha inviato uno anche l’Ufficio Indagini che ie­ri ha ascoltato a Milano il neonerazzurro David Suazo: messo sot­to torchio (a Borrelli non è piaciuto affatto il teatrino da codice di giu­stizia attorno all’honduregno), come Moratti e Ghelfi, l’ex cagliari­tano ha difeso se stesso e l’Inter parlando del precontratto, delle clausola che gli consentiva di trattare, di accordo senza firma. Ov­viamente.


fonte:blade223

martedì 26 giugno 2007

Fuori Tema

Vorrei dedicare poche righe ad un argomento molto serio : L'Achool e la guida. Leggete attentamente questa storia e rifletteteci molto...
Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una sprite.
Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici.

Ho fatto una scelta sana e il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato!
Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra cosí lontana! Il mio sangue é sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la fará". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere e io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte.

Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura. Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene. Per questo... Ti voglio bene e... Addio.

Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente.

lunedì 25 giugno 2007

INVIATE LETTERE, EMAIL, O FAX DI PROTESTA AI SEGUENTI INDIRIZZI:


ufficio indagini: fax 06/84913416-06/84913521 non riceve mail ; presidenza Figc: figc.presidenza@figc.it fax. 06/84912440 (non riceve mail); UEFA: info@uefa.com ; FIFA: http://www.fifa.com/contact/index.html ; Ministro della Giustizia: mastella_m@posta.senato.it; Ministro dello Sport: melandri_g@camera.it ; Pm Nocerino (titolare dell'indagine)carlo.nocerino@giustizia.it
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redazione@tgcom.it; quotidiani@rcs.it

ECCO UNO DEI TANTI MESSAGGI CHE POTETE PRENDERE D'ESEMPIO:

Egregio Dottore,
se sarà confermata l’irregolarità dell’iscrizione dell’Inter al campionato di calcio italiano 2005/2006 , senza dimenticarci che c’è un indagine aperta anche per la stagione 2004/2005 a rischio prescrizione, e dopo che la Giustizia Sportiva si è dimostrata ostaggio della stampa dei “potenti” condannando la Juventus ancor prima che venissero accertate le sue colpe, allora potremmo semplice affermate che la “pulizia “ del calcio che volete farci credere di aver fatto è solo quella di rendere “l’illegalità” “legale”. E’ necessario abbattere questo muro di omertà eretto sia dalla FIGC sia dalla Giustizia Sportiva e rendersi meno ridicoli agli occhi del mondo! L’ora del “dobbiamo cambiare il calcio” e del “vogliamo ridare credibilità a questo sport” inizia da questi provvedimenti che spero sia esemplari e non di comodo come fatto fino ad oggi!!! 14.000.000 di juventini aspettano delle risposte e rivogliono indietro gli scudetti meritatamente conquistati sul campo senza trucchi o artifici vari!

by Lettore Anonimo

Nuovo record per l'Inter: la squadra più indebitata della storia


Il Sole 24 ore ha pubblicato ieri una situazione delle finanze del calcio italiano.
L’articolo è stato rilanciato da tgcom e, visto il momento che sta vivendo il calcio italiano penso che sia il caso di riportarlo,
Il calcio italiano versa in condizioni finanziarie tutt'altro che invidiabili. E' il responso di un'analisi de 'Il Sole 24 Ore', che prende in esame i bilanci di 17 club dei 20 dell'ultima serie A. La voragine complessiva è di circa 380 milioni di euro, con l'Inter a farla da 'padrona' dal basso dei suoi 181,5 milioni di perdite. Il secondo rosso più elevato è quello della Juve, ferma a 36,5. Il Milan ha un attivo di 2,48.Conti in disordine, buchi senza fondo e un dissesto economico-finanziario che, seppur appianato dalle generosi donazioni dei magnati del pallone, non accenna a risolversi positivamente. Il calcio italiano resta un malato, sfinito da una convalescenza ormai lunga più di un decennio. 'Il Sole 24 Ore' ha fatto i conti in tasca all'industria della pedata e i numeri, come succede regolarmente, non tornano per nulla. Nonostante un incremento di sette punti percentuali del giro d'affari legato allo sport più amato dagli italiani, la stagione 2005-06 ha registrato un altro bilancio in rosso. Il campione analizzato è composto da 17 club di serie A, tutti tranne la Sampdoria, i cui dati non sono ancora disponibili, la Reggina e il Messina, con i consuntivi di queste ultime di cui "non c'è traccia".Se l'aggragato delle società analizzate ammonta a 1.310 milioni di euro, i costi del personale raggiungono i 741 milioni, il 56,6% delle entrate complessive. Il dato che, però, deve essere considerato il più pregnante della tabella pubblicata dal quotidiano economico è quello relativo alla perdita di gestione del nostro massimo campionato: 380 milioni, di poco inferiori ai 407 della stagione precedente. Una diminuzione non sufficiente per ipotizzare una ripresa del settore. Entrando nel dettaglio, si può evincere come l'Inter sia il club con il bilancio più disastrato, con 181,5 milioni di perdite nel dato consolidato. La classifica dei 'cattivi' prosegue con la Juventus, staccata però di un abisso dalla Beneamata, con i suoi 36,5 milioni di rosso. L'altra grande del nostro pallone, il Milan, ha chiuso invece in attivo di 2,48 milioni, grazia alla plusvalenza di 42 milioni ottenuta tramite la cessione di Andriy Shevchenko al Chelsea. Il bilancio più sano, però, è quello dell'Udinese, che è riuscito a far registrare un utile di 6,5 milioni. Anche se nel rapporto costi e rating vince il Livorno di Spinelli. Ma le società in attivo sono la stragrande minoranza e il nostro pallone non può certo pensare di aver imboccata la strada virtuosa che molti indicano come necessità impellente.

fonte:tgcom

sabato 23 giugno 2007

Caso Suazo, il Milan si ritira



Ieri sera il Milan ha emesso un comunicato ufficiale sulla vicenda Suazo, dichiarando di essersi ritirato dalla trattativa.
Questo il comunicato:

”Il Milan ha stipulato con il Cagliari Calcio un contratto avente ad oggetto la cessione in compartecipazione del calciatore David Suazo.
Tuttavia, preso successivamente atto che il calciatore aveva precedentemente sottoscritto con F.C. Internazionale un contratto di lavoro sportivo, comunica di ritirarsi dalla trattativa.
Il Milan desidera peraltro sottolineare di aver operato nella vicenda lealmente ed in piena conformità con i regolamenti sportivi nazionali e internazionali.”


Ma il comunicato del Milan nasconde una trappola per i cugini nerazzurri.
L’accusa del Milan è molto chiara: “il calciatore aveva precedentemente sottoscritto con F.C. Internazionale un contratto di lavoro sportivo”.
E’ chiaro dunque che l’Inter ha fatto sottoscrivere un contratto ad un giocatore tesserato per un’altra squadra: la faccenda è esplosa, vedremo cosa succederà.

Sabino Lops

Intercettazioni illegali Inter, inchiesta archiviata


La Procura Federale della Figc ha archiviato l`indagine sulle intercettazioni telefoniche fatte eseguire dall`Inter. Era stato Christian Vieri a sollevare il caso, che riguardava anche l`ex arbitro Massimo De Santis, l`ex direttore sportivo del Messina, Mariano Fabiani, e poi anche i calciatori Mutu, Ronaldo e Jugovic.

”Il Procuratore federale - annuncia la Figc in un comunicato - esaminata la relazione dell`ufficio indagini sugli accertamenti richiesti dalla Procura federale in ordine a numerosi articoli di stampa riguardanti il comportamento di dirigenti della società Internazionale F.C. S.p.A. nei confronti dell’arbitro Massimo De Santis, dei calciatori Christian Vieri, Adrian Mutu, Ronaldo, Vladimir Jugovic e del tesserato Mariano Fabiani, ha disposto l`archiviazione del procedimento, non essendo emerse fattispecie di rilievo disciplinare procedibili ovvero non prescritte”.
Cominciano, dunque, colpi di spugna sull’operato dell’Inter di Massimo Moratti: che l’Inter avesse il diritto di far seguire propri tesserati è una cosa che, secondo le norme sportive, non è vietata, ma non lecita. E’ una di quelle situazioni di “confine” nelle quali il calcio italiano pare sguazzare molto bene.

Ma è indubbio che aver fatto seguire un arbitro, quindi non un proprio tesserato, è una palese violazione dell’ordinamento sportivo.
Quando un giudice ordinario sarà investito della questione (l’arbitro De Santis ha dichiarato più volte che citerà in giudizio l’Internazionale, così come ha dichiarato farà anche Vieri), dubito che la cosa passerà inosservata: ma ancora una volta la giustizia civile e penale sconfesserà quella sportiva.

Ma cosa viene in rilievo dalla dichiarazione del Procuratore Federale: è stata, indirettamente, confermata l’azione di pedinamento nei confronti di De Santis.
Cosa che Moratti aveva sempre negato…


Sabino Lops